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MandalEye

2012 - Penna a sfera, acquerello e pastello - 15x15 cm.

MANDALIFE - SERIE

INCIPIT
Dal sanscrito: ''Manda'' esprime ''essenza''.'' La'' letteralmente significa ''cio' che tiene assieme''. L'equivalente tibetano ''Kyil Khar'' significa ''centro - circonferenza''. Mandala, ovvero cio' che contiene lo schema essenziale dell'esperienza. Il Mandala e' un'immagine sintetica e dinamica che rappresenta l'analisi del se', cioe' di un centro che unisce ed integra intorno all'essenza che lo compone un sistema multiforme di relazioni in evoluzione, dove tramite il rapporto che ciascun'elemento mantiene con il centro, tutto e' connesso con tutto e l'azione di uno degli elementi si riflette su tutto l'insieme e su ciascun suo componente. Diffuso nella maggior parte delle religioni con nomi differenti, riconduce l'uomo al al Divino: Greci, Egizi, Navaho e i Monaci Buddisti Tibetani hanno costruito Mandala. Anche il Cristianesimo li ha inseriti nei rosoni delle cattedrali ed i Mussulmani negli splendidi mosaici delle moschee. La reintroduzione del concetto di Mandala nel contesto culturale dei popoli occidentali viene reintrodotta da Jung che lo individuo' come simbolo fondamentale della tradizione alchemica dell'Occidente, ponendolo come forma d'arte integrativa con valore terapeutico. A partire dalla terra che e' un mandala vivente, si rispecchia una struttura di unicita' : il principio del centro. Il centro come simbolo dell'eternita', incipit dalla quale tutto ha origine. Una serie di forme concentriche evocano un passaggio tra diverse dimensioni, il microcosmo ed il macrocosmo, rappresentandone la soglia. Il centro del mandala e' insieme costante dello spazio e del tempo: il centro del tempo e' ora, l'apice della consapevolezza. Le tre peculiarita' fondamentali del mandala sono un centro, la simmetria ed i punti cardinali; il primo principio e' costante, gli altri due variabili a seconda del mandala. Il Mandala, oltre al culto, permette l'identificazione con le potenze divine e la coscienza del rapporto tra ''l'Io'' e il ''Mondo'', per questo la linea icastica nera viene utilizzata per rendere vivida la negazione del colore. Esso, cosi', rappresenta il margine assoluto oltre il quale nulla piu' esiste. Si trovano quindi in netta correlazione il ''no'' in opposizione al ''si''' dello sfondo bianco. Il bianco e' lo spazio illibato sulla quale si puo' ancora scrivere la storia, il nero e' la conclusione definitiva. Il nero ed il bianco sono i due estremi, l'alfa e l'omega, l'inizio e la fine. Il colore all'interno dell'immagine rappresentata viene utilizzato per creare nello spettatore un effetto di naturale realta'. Il richiamo al centro dello sguardo per indirizzare la visione alla concreta materialita' egli elementi naturali che ci circondano. Gli elementi interni vengono distribuiti come in un divenire, dall'elemento quasi onniscente alla vita che muta e che si muove a quella che attende in simbiosi con quella nuova che verra'.
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MandalEye2

2012 - Penna a sfera, acquerello e pastello - 15x15 cm.
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