CRITICHE

Radini Tedeschi Daniele
Critico d'Arte

agosto 2013 - Menzionata con diploma Maestro Honoris Causa

L'artista ha cercato di compiere con la sua opera un atto critico addirittura sincronico e simbiotico. La semplicita' compositiva ha acuito questo senso minimale, per nulla descrittivo o narrativo, al fine di giungere al succo del suo pensiero. Paolina Bonaparte, cristallizzata da Canova nel marmo della Galleria Borghese, esiste nella sua natura ormai oggettiva pertanto influenza e viene influenzata dal circostante. Se dinnanzi a lei viene affissa una tela di Warhol, come nel presente caso, la nobildonna si riveste di un costume attuale: reggiseno con la bandiera degli U.S.A. e bracciale borchiato dei metallari. Naturalmente e' un sogno, dell'artista certo, ma non dissimile dai sogni della materia, essenza che ovviamete vive e capta le sue proprie dimensioni psichiche.


Barberis Giorgio
Docente e Critico d'Arte

marzo 2006

"Anelo all'eternità perchè lì troverò i miei quadri non dipinti e le mie poesie non scritte" - Kahlil Gibran
Forse è esattamente ciò che vuole esprimere Virna Brunetto col suo procedere tra arte, musica e poesia: essere consacrata all'eternità. Un sentimento che ha pervaso tutti gli autori di ogni tempo: grandi e meno grandi. Quel sentimento che ha toccato certo gli Schiele, i Warhol, i Pollock, gli Heartfield o ancora i De Chirico ed i Munch cui ella si ispira. Ma che, salvo piccole allusioni, non condizionano peraltro un procedere personalissimo fatto di passione e di distacco, di incerte certezze, di instabile ma dichiarata interiorità, di passioni frenate o "regalate" a sè ed agli altri per un attimo. Appare così un' artista che si coglie nel "caso", immersa, sommersa, da molteplici espressioni creative; era voce musicale, è pittrice, è fotografa, è scrittrice , è viandante intellettuale (tutto il suo Io viene trasportato nell'opera "La grande valigia dei tormenti"). È ancora ricercatrice e manipolatrice di immagini sottratte anche all'anonimato multimediale di internet. La sua formazione nasce al Liceo Artistico di Cuneo e procede poi presso l'Accademia di Belle Arti della città, crogiuolo di esperienze estetiche, che si trasforma in un laboratorio di ricerca nell'ambito delle arti dove Virna matura una accentuata sensibilità alla composizione. È forse per questo che l'occhio dell'artista riconduce la percezione della realtà ad elementi architettonici minimali; è uno sguardo attento il suo, che penetra silenziosamente l'incurante consuetudine dei luoghi. Gli spazi diventano archetipi, strutture oniriche che liberano la visione nelle sue forze essenziali. Così "Omologazione" diventa/è conforme figura (che) avverte scopo incombente, ma sprofonda nello spazio illusionistico della composizione; se da una parte evoca, come altri lavori, surrealismo ed espressionismo, dall'altra si prolunga nel tempo fino a diventare natura. L'illusione e la meraviglia non sono forse ancor prima natura? Diceva Cézanne "la natura è più in profondità che in superficiè" ed è lì, nella struttura, che si coglie qualcosa di eterno. E Virna ci obbliga a questa osservazione attenta delle nature/architetture spostandosi nel tempo e nello spazio ma cogliendo in ognuna i ritmi compositivi, il rapporto pieno/vuoto, il dinamismo delle linee che si prolungano oltre la superficie dipinta, abilmente disegnata, fotografata o incisa. Le sue opere più recenti spostano l'attenzione su prodotti culturali di nicchia consumistica; quasi reperti archeologici di una civiltà così vicina, quella industriale, così lontana per generazioni di offuscata memoria. Opere piene di paura/livore per oggetti che, a differenza di un Warhol, diventano, ad esempio in "Il brillante cilindro dei dilemmi", non materiali usa e getta, ma animistici emblemi possibili fagocitatori della personalità. Tutti i suoi lavori, sempre rigorosamente condotti con tecniche e mezzi diversi, si inchinano all'egida dell'estrema precisione. Sono totem, parti di civiltà di abuso che vorrebbe abbandonate all'indifferenza, sono volti, particolari o figure che sottolineano, pur nella loro ricercata obiettività, il secolare "Male di vivere". Quel male che, pur velato a volte da colori brillanti, tenta di esorcizzare con un'opera come "Spirito-Acqua", eseguita con la particolare tecnica dell'apposizione del colore tramite la siringa la quale si trasforma, da strumento curativo o ossessione endovenica, in dispensatrice di idee e forme fluttuanti immerse in un blu apparentemente rilassante, ma fremente simbolo di uno spirito a tratti calmo come un lago e tuttavia, il più delle volte, burrascoso come un mare di Turner. Nel tutto si potrebbe anche leggere un'ancestrale rivisitazione-desiderio di liquido amniotico in cui reimmergersi o forse da ricreare per sentirsi demiurgo di una nuova generazione. Del resto ogni soggetto, nel lavoro di Virna, pur colto in una sorta di plasticità monumentale, urla inderogabilmente di una dicotomia interiore; anche i sorrisi ed i volti infantili fermati con la digitale. Eppure l'autrice sembra un ingranaggio solido ed inespugnabile di questo nostro tempo; tuttavia la forte ed accattivante sensibilità personale si disvela sia nelle immagini sia nel materiale di supporto che si presenta, in genere, fragile come l'alienante isolamento dei soggetti. Ma proprio in questa ambivalenza di forza e fragilità l'armoniosa riuscita dell'incontro spirito-tema-supporto si rivela momento di evocazione e materia espressiva che si trasforma in luce, colore ed anima. Demistificando il grido munchiano del prorompente "Paranoia" ed esorcizzando un determinismo meditato che ancora guida, quasi in una sorta di trance, il suo fare artistico ed il cammino verso l'eternità.

giugno 2012
A riguardo delle ultime opere devo dire che sono molto interessanti ed intriganti per concetto, uso della tecnica e fluidita' esecutiva.


Ballantini Dario
Pittore, Attore ed Imitatore

maggio 2006

I suoi lavori sono interessanti ed ineccepibili. La sua preparazione ed il suo studio, estremamente completi, le donano la possibilita' di prendere piu' direzioni artistiche, poetiche, intellettuali, contemplative. La immagino come persona ricca di cultura. I miei vivi complimenti si indirizzano a Virna per la convincente convinzione e per la testimonianza del nostro mondo che riesce a stigmatizzare.


Taricco Andrea Domenico
Critico d'Arte

ottobre 2013

Sono lieto che l'essenza del tuo lavoro sia stata colta dalle mie sensazioni convertite poi in parole ed in comunicazione. Arte per Arte. Figurazioni, Poetiche, emozioni da condividere. Ma quella del Critico e' un'operazione di analisi finalizzata alla catalogazione categorica dei lavori creativi con lo scopo di storicizzarli. Si parte dal prodotto finito per risalire alle componenti induttive che hanno spinto quel determinato artista ad operare sino all'Idea, fulcro, motore, centro indissolubile di una volonta' divina. L'opera e' questo. E' un ricettacolo di tendenze individuali estrapolate da una determinata epoca e proiettate in avanti, mediante un'inconsapevole consapevolezza che prende forma. Ed io ti ho scorta nel marasma contemporaneo. Ho sentito la tua guerra angelica prendere forma in contestualizzazioni concettuali figlie del pop o delle pratiche assemblative della tradizione novecentesca sino a sconsacrarle e rigenerarle. Quei feti attaccati con i cordoni agli schermi televisivi, quella donna rinchiusa in quel macello o la critica della critica deduttiva in cui le nostre provenienze genetiche vengono quantificate dalla sporca legge del denaro. Questo ed altro negli schemi logici tramandati dal tuo operato. Ma quello che non ho detto nella mostra che e' poi la ragione ultima che mi ha spinto nella tua direzione e' quello che ho sentito attraverso cio' che ho visto nei tuoi lavori. Ho sentito l'assenza nonostante i contenitori formali riempiti dal colore, ho sentito il desiderio di evasione da una realta' troppo stretta e racchiusa nei propri schemi. La matrioska delle paure traslate in giudizio del mondo non e' altro che la rappresentazione di questo vuoto cosmico che ci inghiotte e che per forze maggiori dobbiamo accettare. Forse in quel vuoto, in quell'assenza od in quelle paure e' celato il mistero dell'anima che tu, Virna, cerchi con tutta te stessa. Una parte di te ha ispirato la mia poetica e l'ho verbalizzata in atto. L'arte per l'arte ...appunto.


Giacosa Fulvia
Docente e Critico d'Arte

novembre 2013

Nel disegno a biro Maestro , il volto di De Chirico sembra scrutare l'autrice che alla sua poetica ha sicuramente guardato, a partire da quell'idea della pittura come pensiero dipinto , secondo la felice definizione che ne diede Magritte, ove figure ed oggetti della quotidianita' abitano lo spazio intermedio tra veglia e sogno e si incuneano nelle profondita' della psiche. Occorre forse partire da qui per aggirarsi tra la variegata produzione di Virna Brunetto e trovare il suo fondo comune. Tecniche diverse - da quelle tradizionali a quelle piu' attuali -, iconografie difficilmente apparentabili a prima vista, soluzioni formali che spaziano dal preciso disegno d'accademia al segno della grafica contemporanea passando per fotografie e fotomontaggi di forte impatto: tutto cio' puo' disorientare e rendere difficoltoso riconoscere un percorso unitario. Ma a ben guardare Virna estrae dalla tradizione metafisica e surrealistica un blocco tematico sostanziale: come dice lei stessa, tratto il reale nell'irrealta' del vero . Se l'arte e' innanzi tutto immaginazione che trasforma la flagranza del reale nell' astanza dell'opera, almeno dai tempi dell'estetica seicentesca, allora e' a cio' che va ricondotta la sua ricerca. La sensibilita' inquieta e nervosamente contemporanea dell'artista aggiorna la tradizione metafisica sulla condizione attuale del vivere, facendo uno slalom periglioso tra condizionamenti e ricerca di autenticita'; si accosta alla realta' con lucida analisi, ne estrae frammenti significanti e li ricompone attraverso il pensiero. Alcune sue opere nascono come serie ( Omnia munda mundis , Posizione , Mandalife ), quasi a sottolineare come non basti una sola immagine a restituire una collana di sensazioni e meditazioni. Nel grigiore attuale, ondeggiante tra assenza di speranze e omologazione snaturante, Virna utilizza registri diversi: piu' sottilmente ironici come in Paolina's deam dove la Paolina canoviana si camuffa in icona pop con tanto di reggipetto a stelle e strisce, nonche' il bel disegno ( About this work ) in cui la stessa opera e' scrutata da un critico in camice medico con tanto di banconote che escono dalla tasca e dal cappello; all'estremita' opposta, il registro diventa decisamente aggressivo quando si tratta di mettere il dito sulla piaga della violenza e dell'uso distorto del corpo femminile, come in Miss , mentre una pietas contemporanea si coniuga alla denuncia delle guerre d'oggi in opere come Bersaglio , con bambini- soldato e vittime innocenti. Alla grafia sottile di eterei mandala Virna affida l'indagine del se' in relazione al mondo nella serie Mandalife , che propone di navigare cambiando la bussola: al centro stanno l'occhio, primo strumento per guardare il mondo, la farfalla segno della possibile metamorfosi, la donna gravida come metafora della rigenerazione possibile. Un segno di speranza di cui tutti sentiamo sempre piu' urgentemente la necessita'.
''L'arte e' la rete fatale che coglie al volo, come misteriose farfalle, questi strani momenti sfuggenti all'innocenza e alla distrazione degli uomini ordinari'' (Giorgio De Chirico, in Valori Plastici, 1919)


Conti Chiara - Meineri Gazzola Paola - Sostegni Gigi
Critici d'Arte e Docenti



maggio 2006 - Menzione speciale per creativita' ed esecuzione.
Notevole conoscenza del mondo della storia dell'arte con capacita' di resa nell'attualita'. In Particolare Ode al Maestro e Paolina's Dream.


Giorgio Casiraghi - Lelia Marizza - Candida Rabbia - Ettore Ramero - Giampaolo Angius
Giurati Concorso Parole ed Immagini

maggio 2006 - Primo premio 2013 - Parole e immagini - Mellana - Cuneo

Lavoro perfettamente rispondente al tema, con attinenza e complementarita' di testo, intenso, conciso, e foto, efficace, comunicativo.


Rovera Paolo
Psicologo e scrittore

aprile 2005

Prima impressione "shock". Subito dopo ho trovato i quadri cosi' vigorosi. Ricchezza e' la parola che risuona. I colori sono di un intenso selvaggio. Le donne sembrano inserite in contesti dove emerge contraddizione. Sembrano "sogni" e credo che ciascuno meriti un'interpretazione. Io vedo contatto, nascita, battiti: esprimono movimento. Non sono espressioni statiche, ma mutevoli: l'occhio, nell'atto dell'osservazione non ha mai la possibilita' di vedere qualcosa di fermo; e' persuaso ora dal colore, ora dall'oggetto, ora dal movimento del corpo, ora dalla forma. C'a' qualcosa di armonico e disarmonico nello stesso istante, ma e' un'opposizione che si integra. Forse e' questo che scatena la prima impressione. In profondita' colgo una costante rivendicazione di qualcosa che si esprime e si camuffa: mi viene in mente l'emozione, lo spirito e la forza del femminile... In ogni quadro si avverte il suo stile che rivendica ed emerge.


Bernardi Marco
Pittore

agosto 2005

Ciò che più mi avvince nel lavoro di Virna è la grande abilità e libertà nell'usare tecniche diverse. Passa dal fotomontaggio all'acqua tinta, dall'acrilico alla fotografia, strumenti diversi che sviluppa come tecniche finite. È una sperimentatrice, un'artista che ama avere contatto con la materia. Come non apprezzare i suoi lavori ad acquerello e china, così forti e pieni di sentimento; oltre a questo, cerca però di incanalare la forza di comunicazione di internet; per molti è preoccupante, alienante e pericolosa ma può essere un grande specchio della nostra moderna società, una fonte da cui attingere ma senza farsi prendere la mano. Lei sa infatti come fare suoi gli stimoli che riceve dall'esterno, ad esempio il bombardamento mediatico, sapendoli reinterpretare per farne qualcosa di suo, non subisce passivamente e nemmeno condanna o fugge di fronte all'enorme potere dell'informazione e della comunicazione moderna; semmai lo capisce e lo rielabora imponendogli la sua logica e creando qualcosa di alternativo, qualcosa che è arte. Così nasce l'unicità e l'irripetibilità, da qualcosa che a volte sembra essere melma senza forma con cui però occorre fare i conti. In questo, Virna, nel voler trovare qualcosa di valore dove tutto sembra banale e confuso nella massa, nel dare un significato, una storia, uno spunto di discussione, catalizza qualcosa che solitamente si perde nell'attimo che fugge, lo immortala e fa si che possa diventare qualcosa in grado di catturare lo sguardo di un individuo e da lì la sua anima, portandolo a pensare, ad esserne toccato. Così nasce l'opera d'arte.